Truffa dei chilometri scalati, in arrivo la soluzione per stanare i furbetti?

La cosiddetta "truffa dei chilometri scalati" è vecchia di decenni, eppure continua ad essere una piaga per il mercato dell'auto. Soprattutto per quello dell'auto usata, se è vero che circa il 50% delle auto usate in vendita ha il contachilometri manomesso. Ma forse è in arrivo una soluzione: uno strumento che promette di smascherare le auto taroccate.

9,6 miliardi di euro l'anno, 2 dei quali in Italia e 6 in Germania. Questo sarebbe il valore economico della truffa dei chilometri scalati sulle auto usate, calcolato dallo studio del Parlamento Europeo "Odometer manipulationin motor vehicles in the EU - January 2018".

Una montagna di denaro che finisce nelle tasche di una vera e propria filiera della truffa, che interessa circa il 50% delle vetture usate. Una pratica all'origine di una serie di distorsioni del mercato, che penalizza consumatori finali, concessionarie, aziende costruttrici, società di noleggio e compagnie assicurative, impattando infine sulla sicurezza dei veicoli usati circolanti.

I motivi della truffa dei chilometri scalati

All'origine di questa truffa - definiamola senza ombre di dubbi per quella che è e che costituisce reato penale - c'è la volontà di gonfiare il valore dei veicoli usati con elevata percorrenza. Il giochetto funziona così: io ho un'auto con tanti chilometri - che faticherei a vendere o per la quale spuntare quotazioni molto basse - e allora diminuisco i chilometri in eccesso.

Per approfondire leggi l'articolo: "Chilometri scalati e un mare di guai. Storia di un’odissea"

Un'operazione che una volta si faceva facendo girare al contrario la corda del contachilometri con un trapano, quando le auto avevano ancora i vecchi contachilometri a tamburo. Oggi che le auto hanno gli odometri digitali e sono dotate di diverse centraline elettroniche, occorre uno strumento adeguato da collegare alla presa OBD e in pochi minuti il gioco è fatto!

Questa tabella elaborata spiega in maniera molto semplice le proprozioni della truffa.

truffa dei chilometri scalati

Piccoli e grandi "scalatori": identikit del truffatore

Personalmente, nei miei anni trascorsi nelle Concessionarie, ho visto tante vetture con i chilometri scalati. E non solo da parte di venditori disonesti, che pure rappresentano la maggior parte del popolo dei furbetti. Ma anche da tanti automobilisti in procinto di vendere la propria auto,

Tracciare l'identikit del truffatore è difficile, perché la platea di potenziali truffatori è vasta. Se dovessi definire delle categorie, in ordine sparso mi verrebbero in mente:

  • Truffatori "seriali": in genere commercianti di auto (professionisti o improvvisati), che regolarmente diminuiscono la percorrenza di ogni auto che passa sotto le loro grinfie
  • Truffatori "occasionali": commercianti che - con un briciolo di scrupolo in più rispetto alla categoria precedente - taroccano solo le auto ad elevata percorrenza
  • Truffatori "privati": normali automobilisti - non commercianti - che approfittano per aumentare il valore della propria auto rifilando la "sòla" o al concessionario che deve ritirare la loro permuta o a loro parigrado (altri automobilisti)
  • Truffatori "del NLT": categoria più recente. Si tratta di utilizzatori di auto in Noleggio a Lungo Termine che ne scalano i chilometri in più rispetti a quelli contrattuali per evitare di pagare le penali a fine noleggio.

Nel 2015 un primo tentativo di argine alla truffa

Come dicevo, la truffa dei chilometri scalati non è un'invenzione recente. E non genera un guadagno illecito solo per chi scala i chilometri aumentando il valore della propria auto. Ma anche per l'indotto che gravita attorno a questa truffa: le tante "cliniche del contachilometri", chi vende le attrzzature specifiche per taroccare gli odometri e chi dovrebbe controllare ma non lo fa.

truffa dei chilometri scalati

Per tentare di mettere un argine a questa truffa, nel 2015 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso obbligatoria la rilevazione del chilometraggio durante le revisioni periodiche.

Un'iniziativa lodevole che - però - presenta 3 punti deboli:

  • Il "buco nero" che esiste tra la vendita e il primo rilevamento, che può anche essere ritardato di 4 anni nel caso della prima ispezione obbligatoria
  • L’operatore inserisce un valore soggettivo non potendolo verificare in alcun modo
  • La prima registrazione del valore presente nell'odometro - reale o scalato - sarebbe persino resa "ufficiale" dalla revisione stessa.

La soluzione presentata da Evolvea: Diogene

Se sei arrivato a leggere fin qui, avrai visto che il quadro non è per niente confortante. Eppure qualcosa si muove! Evolvea - azienda del gruppo Filippetti - ha presentato Diogene, lo strumento che si prefigge il compito di contrastare la truffa dei chilometri scalati.

Come funziona Diogene?

Diogene è uno strumento in grado di leggere i dati di tutte le centraline presenti in ogni autovettura attraverso la porta di comunicazione OBD, senza alternarne il contenuto. Proprio come il filosofo omonimo, Diogene cerca "con il lanternino" qualunque dato utile a rilevare il reale chilometraggio nei log delle varie centraline elettroniche. Anche in quelle poco conosciute, che registrano errori o avarie di singoli componenti riportandone però il chilometraggio.

truffa chilometri scalati

Grazie ad un algoritmo che confronta i dati rilevati per stabilirne la conguità rispetto al veicolo, Diogene fornisce un report scaricabile. Attualmente funziona con tutti i modelli di auto prodotti da Alfa Romeo, BMW, Citroën, Fiat, Ford, Jeep, Lancia, Mercedes-Benz, Mini, Opel, Peugeot, Renault, Smart, Toyota.

Per approfondire: scopri chi è Evolvea

Questo strumento sarà disponibile a breve sul mercato, a disposizione di officine, concessionari, periti e di chiunque abbia un'attività connessa con la vendita e la gestione di auto che voglia rendere più sicuro e profittevole il proprio lavoro. E perché no, rendere più sicure le nostre strade.

I tecnici di Evolvea stanno lavorando per renderlo compatibile con tutti i veicoli in circolazione. Intanto possiamo dire che un altro passo avanti è stato fatto per debellare la piaga generata dalla truffa dei chilometri scalati. Furbetti avvisati!

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