Guida autonoma: siamo davvero pronti alla mobilità del futuro?

La guida autonoma torna prepotentemente alla ribalta a causa dell'investimento mortale ai danni di un pedone il 18 marzo in Arizona ad una vettura sperimentale di Uber. L'incidente era inevitabile, ma a parte questo, sia davvero pronti per la guida autonoma?

La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo: domenica 18 marzo alle 10 di sera, una Volvo XC90 utilizzata da Uber per i test sulla guida autonoma ha travolto un pedone lungo una strada ad alto scorrimento della cittadina di Tampe, in Arizona. Inizialmente sembrava che l'incidente avesse coinvolto un ciclista, data la presenza di una bicicletta accartocciata sul bordo della strada. Successivamente è stato chiarito che la donna investita - una 49enne - stava spingendo la sua bici.

Immediatamente è partito il tam tam mediatico e con esso lo schieramento dei favorevoli e contrari alla guida autonoma. Da una parte, chi vede nella self car l'inevitabile progresso tecnologico. Dall'altra, chi immagina le auto a guida autonoma come un'orda di fantasmi metallici con una coscienza tutta loro a zonzo sulle nostre strade.

L'incidente di Tempe: forse inevitabile

I successivi accertamenti hanno chiarito alcuni punti fondamentali, che è bene mettere in luce. L'Arizona permette di utilizzare alcune delle sue strade per i test sulla guida autonoma, ed è più permissiva perfino della California, arrivando a consentire l'utilizzo di veicoli senza alcuna persona a bordo durante i test.

In questo caso - però - un tecnico a bordo c'era, e non ha potuto far nulla per evitare l'incidente. Già, perché - come riporta il San Francisco Chronicle - secondo la polizia di Tempe l'incidente sarebbe stato inevitabile: Elaine Herzberg - questo il nome della vittima - sarebbe sbucata all'improvviso. Lo confermano i filmati delle telecamere della vettura, che mostrano la donna apparire davanti all'auto "come un flash".

Visionando le immagini, la polizia ha affermato che "l'incidente sarebbe stato inevitabile anche se alla guida vi fosse stato un guidatore in carne ed ossa". La vittima avrebbe attraversato la strada in un punto rischioso e poco illuminato, a un centinaio di metri dall’attraversamento pedonale più vicino.

L'unico appunto che - al momento - si potrebbe muovere alla self car di Uber è la velocità: viaggiava a 38 miglia orarie in un punto con il limite a 35. Una differenza minima, che probabilmente non avrebbe impedito l'incidente ma che apre un quadro nuovo sul tema della responsabilità civile.

Guida autonoma: meno incidenti, ma impossibile azzerarli

Come dicevo in apertura, l'incidente di Tempe ripropone il tema della sicurezza delle self car. Diciamolo subito: i numeri confermano che la guida autonoma contribuisce a ridurre gli incidenti. Dal 2009, anno in cui è iniziata la sperimentazione, i veicoli di Waymo e Uber hanno percorso più di 10 milioni di chilometri senza gravi incidenti.

I pochi casi di danni cui si ha notizia riguardano episodi di piccole collisioni. Mentre per il caso del noto incidente occorso ad una Tesla è stato dimostrato che la responsabilità era del guidatore, che non avrebbe dovuto lasciare il volante e guardare un film perché l'auto non aveva un sistema di guida autonoma, ma solo degli ausili alla guida.

guida autonoma

Sistema Tesla Autopilot

E in futuro? La guida autonoma azzererà gli incidenti? No, è bene sottolinearlo. Anzi, come scrive Simone Cosimi su Wired, "nessun sistema potrà mai sfoggiare il livello assoluto di sicurezza"  E' probabile che ve ne saranno comunque, anche se meno di adesso. Tutto dipenderà - ancora una volta - dal comportamento umano: come nel caso di Tempe, è necessario il rispetto delle regole delle strada, sia da parte delle auto che dei pedoni.

E comunque, oltre alle necessarie migliorie tecniche e ad ulteriori test, c'è ancora da delineare il quadro normativo e giuridico. In caso di incidente con colpa della vettura in modalità guida autonoma, chi è il responsabile civile e penale? Il produttore dell'auto? Il passeggero della vettura?

Guida autonoma in Italia? Solo con nuove infrastrutture

E in Italia? Quando potremo veder circolare anche da noi le self car? Per lavoro mi capita spesso di prendere parte a convegni e seminari, in molti dei quali si parla di sicurezza. E ogni volta sento parlare del prossimo avvento della guida autonoma, con la conseguente rapida diminuzione degli incidenti stradali.

Guida autonoma in Italia? Ma non scherziamo!

Per funzionare correttamente, le self car hanno bisogno di infrastrutture adeguate. Ne elenco alcune in ordine sparso:

  • pavimentazione stradale adeguata, senza le famose buche italiane;
  • segnaletica orizzontale ben visibile e costantemente manutenuta;
  • segnaletica verticale presente, ben orientata e non graffittata;
  • corretta delimitazione delle carregiate urbane ed extraurbane;
  • semafori funzionanti e posizionati correttamente

guida autonoma

Senza questi requisiti basilari - che fungono da riferimento per i sistemi di guida autonoma - come potrebbero circolare le self car? E' necessario un investimento massiccio sulla viabilità urbana ed extraurbana, altrimenti è inutile riempirsi la bocca di concetti tanto futuribili quanto astratti.

Inoltre, la mobilità autonoma non potrà prescindere da un elevato senzo civico. E anche su questo punto, abbiamo ancora parecchia strada da fare.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Leggi articolo precedente:
dove compare una Uaz
Dove comprare una UAZ? Torna UAZ Italia, dalla Russia…con passione!

Dove comprare una UAZ in Italia? L'importatore del celebre marchio russo di fuoristrada sta riorganizzando la rete di Concessionari. La...

Chiudi