Quanto guadagna un venditore di auto?

Dite la verità: quanti, pur non appassionati di automobili, sognano di lavorare come venditore di auto? Sempre elegante, con una bella scrivania in un salone lucente e in tasca le chiavi di una fiammante coupè!
Bene, vi svelo un piccolo segreto: non è esattamente questa la realtà!

E' vero, in passato vendere auto ha fruttato molto bene sia ai titolari di concessionarie e saloni multimarca, sia ai venditori alle loro dipendenze.
Negli anni '80 del "miracolo italiano" il mercato andava a gonfie vele, erano gli anni rampanti degli Yuppies e l'immagine più efficace del venditore di auto inserito in quel contesto è Willy, il personaggio interpretato da Ezio Greggio nel film "Yuppies - I giovani di successo".

greggio venditore di auto

Questa immagine è rimasta indelebile sia nella mente degli aspiranti venditori sia in quella dei clienti.
I primi attratti dal guadagno facile e dalla bella vita, i secondi convinti (e infastiditi) di avere davanti colui il quale si mette in tasca almeno il 10% del prezzo della vettura.
La realtà però è ben diversa, sia perchè il contesto economico è decisamente diverso da quello degli anni  '80, sia perchè l'intero settore Automotive genera utili molto più bassi (clicca qui per leggere un articolo in cui spiego quanto guadagna il concessionario).

Ma quanto guadagna un venditore di auto?

In rete molti si pongono questa domanda, anche sul forum di Quattroruote.
Cominciamo innanzitutto con il dire che i venditori sono inquadrati fondamentalmente in due modi: come dipendenti  o come agenti di commercio a partita Iva.

Nel primo caso, trattandosi di lavoro subordinato e regolato da un contratto nazionale, si ha una regolare retribuzione mensile in base al livello contrattuale applicato più eventuali provvigioni sulle auto e sui servizi venduti.
Generalmente il livello retributivo oscilla tra il quarto e il terzo del CCNL Commercio, quindi parliamo di un netto di circa 1.300 euro per quattordici mensilità più provvigioni, che comunque raramente portano la busta paga a più di 1.500 euro netti.

Molto diverso è il discorso delle partite Iva: si tratta di lavoratori autonomi con un mandato di agenzia monomandatario (Enasarco) ma trattati alla stregua dei dipendenti: in barba all' autonomia dell' agente vengono imposti gli orari e le presenze obbligatorie, che contrariamente ai dipendenti non vengono retribuite.
Parlando di soldi, in genere un agente ha un "fisso" che oscilla molto a secondo dell'azienda e della persona, può andare dai 500 ai 1.500 euro, e ha un piano provvigionale che spazia dai 20/50 euro delle vetture più comuni ai 100/150 euro nel caso di vetture particolari.

Attenzione, stiamo parlando di lavoratori autonomi che emettono una fattura per ricevere il loro compenso, e  su quella fattura vengono calcolate tasse, ritenute e spese che erodono circa il 50% del fatturato.
In pratica, per intascare 1.500 euro netti al mese occorre fatturarne 3.000, realisticamente però si fatica a fatturare più di 2.000 euro.

Le altre sostanziali differenze tra dipendenti ed agenti riguardano ferie e malattie (al dipendente vengono pagate, all'agente no) e le tutele contrattuali (assegni familiari, ammortizzatori sociali, cassa integrazione etc) che vanno a beneficio esclusivo dei lavoratori dipendenti.

Insomma, dietro molto apparenza la realtà è ben diversa da ciò che si pensa.
Vi ho raccontato i motivi che in passato mi hanno portato ad essere un venditore, di come si possa migliorare questo lavoro crescendo a livello personale e ho confessato la disillusione che mi ha portato a cambiare lavoro.

E voi, cosa ne pensate?
Lasciatemi un commento.

139 Risposta

  1. Commenti aperti
    Andrea Tartaglia
    • fino al 2011 fatturavo circa 55-60000 euro all'anno. poi la concessionaria ha chiuso. Ho cambiato marchio.... 1000 euro di fisso, 50 euro ad auto nuova, 70 euro quelle più grosse.... Sulle auto usate da 100 a 200 euro.....Ho incrementato le vendite del 70% circa Il mese scorso mi si propone un dimezzamento del 50% sia del fisso che delle provvigioni. O così o pomì.... Ho fatto i conti, vendendo le stesse auto dell'anno scorso, prenderei circa 700-800 euro netti al mese.... Ho spedito raccomandata di recesso. Dal 30/4/2015 sarò a spasso. Ho sentito anche che ad altri amici/colleghi che lavorano presso altre concessionarie della zona, è stato proposto la stessa cosa.
      adriano
      • Ciao Adriano e grazie per il commento. Quello che scrivi conferma altri messaggi e sensazioni che mi sono arrivati anche in privato e non è per nulla confortante. Un "in bocca al lupo" di cuore!
        Andrea Tartaglia
      • Appoggio la tua scelta Adriano....... Non avere paura, e non perdere la concentrazione nel cercare un'alternativa. Molto spesso, troppo spesso, la paura blocca certe scelte, ma se non ci sono delle serie basi per pagare un professionista allora e' meglio cercare alternative e non buttarsi via....professionalmente parlando. Quei 700 euro mese netti, se ti impegni puoi farli anche lavorando da solo......comprando un'auto modesta, ripristinandola e rivendendola....prova...... In bocca al lupo
        Francesco Saracino - Car Hunter Italia
  2. Ottima analisi. Però rimango ancora dell'idea che sia un lavoro comunque dove la meritocrazia funziona e dove i numeri importanti siano una leva infallibile per alzare il fisso mensile o lo stipendio. Ovviamente a patto che la realtà per la quale si lavora sia solida e purtroppo non molte se lo possono permettere
    Matteo
    • Grazie Matteo. I dati indicati sono frutto di una piccola "inchiesta" che ho fatto nell'ambiente dei venditori, ovviamente sono una media tra situazioni migliori ed altre decisamente tragiche. Possiamo dire che nella maggior parte dei casi, quelli del venditore è un lavoro con guadagni che non fanno diventare ricchi. Mi è sembrato anche opportuno (e ironico) sfatare il mito, insito in alcuni clienti, che un venditori intaschi percentuali a due cifre sul prezzo dell'auto.
      Andrea Tartaglia
      • Sento molti colleghi che si lamentano dello stipendio. Io ho iniziato con 750+iva di fisso mensile e provvigioni dell'1% sulla vendita. Una miseria, ma ero giovane e non avevo famiglia, abitavo con i miei e me lo potevo permettere. Ora come ora farei la fame e so che molti purtroppo sono in una situazione simile. E' vero che molti clienti hanno questa percezione, specialmente per i brand visti come lussuosi. E' vero anche, però, che molti venditori giocano a fare i signori (ne ho visti...parecchi) e poi fanno la fame, alimentando però questo sentimento nei clienti. Sicuramente non diventerò ricco col mio lavoro, ma mi piace, e mi ripaga (economicamente) a sufficienza per potere unire per così dire l'utile al dilettevole.
        Matteo
        • Io ho iniziato ai tempi della Lira, come agente Enasarco prendevo 1.000.000 di lire + IVA più le provvigioni (1% sull' usato e flat sul nuovo), negli anni 2000/2006 non era difficile fatturare più di 3.000 euro. E sono d'accordo con te che in epoca di vacche grasse molti colleghi hanno dilapidato patrimoni, contribuendo ad alimentare falsi miti e trovandosi successivamente in difficoltà. Fa piacere sentire venditori che sono soddisfatti sia economicamente che lavorativamente per ciò che fanno, anche se non è per tutti così!
          Andrea Tartaglia
  3. E' una professione ormai sottovalutata , e direi anche Sfruttata , quella del venditore di Auto...
    andrea castagnacci
    • Ciao Andrea, il tema dello sfruttamento, che ho appena accennato perchè vorrei tornarci su in maniera più dettagliata, è forse il problema peggiore. sento molti venditori che si lamentano (giustamente), ma che non riescono a trovare il modo per unirsi e portare avanti le loro istanze. Possibile che nessuno ne senta realmente l'esigenza?
      Andrea Tartaglia
      • Non è che non ne sentiamo l'esigenza, è che non sappiamo come fare: non abbiamo il sindacato che "ci pensa lui" come i dipendenti ... Essendo inquadrati agenti di commercio, non abbiamo tutele alcune, ma nonostante ciò, cerchiamo di tenerci il posto come tutti . Purtroppo, come ho già avuto modo di dire, siamo figli di nessuno.
        Marco
        • È vero, gli agenti non sono tutelati, è anche vero che in questo momento le alternative (rimanendo nel settore) non sono molte. A volte mi capita di leggere le lamentele di molti venditori, seguite da proposte di unire le forze che sono anche interessanti ma poi saltano sempre fuori dei distinguo che sparigliano le carte. Ad esempio sul tema delle domeniche e degli open week end in questi giorni vedo del fermento, ma al momento di prendere carta e penna l'unione di intenti vacilla.
          Andrea Tartaglia
          • in che senso vedi del fermento? a riguardo degli open week end?
            adriano
          • Leggendo qua e la e parlando di persona con alcuni venditori, mi sembra che ci sia voglia di organizzarsi e far sentire la propria voce.
            Andrea Tartaglia
          • Il fermento sui porte aperte c'è sempre stato, mi ricordo che aveva preso posizione anche l' UCIF (parlo del mio brand), ma anche UNRAE e altre associazioni. In sostanza, non hanno ottenuto nulla: le case madri sono troppo potenti nei confronti dei dealer. Anzi, siccome oggi i dealer sono troppi, se qualcuno molla perché non gli sta più bene (e mi pare che stia succedendo), alle case madri fa solo un favore! L'Italia è diventata il terzo mondo dell'auto: siamo passati da 2500000 veicoli annui a 1300000! Non siamo più importanti ne interessanti per nessuno ... di cosa vogliamo parlare? Il discorso non riguarda il rapporto con le case, ma semmai tra i venditori e le concessionarie: I venditori d'auto dovrebbero diventare una categoria vera e riconosciuta con, quindi, le tutele del caso. Solo cosi possiamo evitare di essere la carne da macello (come già siamo) di questa situazione. Il resto sono le solite inutili chiacchiere che sento da quando faccio questo mestiere. E' l'unica soluzione possibile! Ma come? Questo è il problema ...
            Marco
  4. Faccio il venditore da 15 anni con inquadramento ENASARCO . Posso confermare che fino al 2007 questo era un lavoro che dava una certa soddisfazione economica. Nel 2008 è cominciata la crisi, ma a dire la verità, grazie agli ecoincentivi abbiamo tenuto "botta" fino al 2009 lavorando, però, molto di più (è li che sono cominciate le 2 domeniche al mese e quant'altro ...) per mantenere quasi gli stessi guadagni coi volumi (i margini, ormai, diventavano sempre più una chimera). Nel 2010 c'è stata la tragica svolta: i volumi sono calati e, coi margini compromessi, ci siamo ritrovati nella M... !!!Dal 2011 in poi, i venditori ENASARCO, mediamente, hanno quasi dimezzato i loro guadagni rispetto ai tempi migliori. Paradossalmente, però, la professionalità, l'impegno e il tempo richiesti sono sempre maggiori ... il tutto per, quando va bene, portare a casa giusto lo stipendio ... oggi è cosi.
    Marco
  5. […] e poi a smettere di vendere automobili per dedicarsi alla vendita di prodotti per parrucchieri. In quest’altro articolo ho parlato dei guadagni dei venditori di auto e può aiutare a capire alcuni passaggi del ragionamento di […]
  6. Buongiorno a tutti, ho 40 anni, di cui 20 nel settore auto. Il mercato e' cambiato, questo e' chiaro, e non tornera' piu' come un tempo, in Italia. Compensi dimezzati, mole di lavoro raddoppiata, domeniche lavorative sempre maggiori, e malcontento. Pero' la colpa e' anche nostra, che abbiamo subito passivamente ogni imposizione di cambiamento, senza mai far sentire il nostro punto di vista, uniti, in gruppo. Ognuno per se', pronto a mettere in difficolta' il collega, pur di farsi bello agli occhi di titolari e direttori: quanti ne ho visti di personaggi di questo tipo. Pero' chi viene chiamato in giudizio e' sempre il venditore. Se il gruppo non e' performante, forse, e scrivo forse, chi lo dirige, non e' all'altezza. Invece, cambiano una marea di venditori di auto nuove, ma i responsabili restano sempre attaccati alla poltrona, consapevoli in cuor loro di essere inadatti al ruolo, ma abili nel depistare l'attenzione e mettere in cattiva luce il prossimo. In altre nazioni, se un Manager non porta risultati, dopo 3 anni e' fuori, e non ci sono scuse. In Italia, invece, piu' danni fanno, e piu' li portano sul palmo di mano...... Pero' va' detto che le Spa a conduzione familiare stanno scomparendo, e piano piano, Gruppi strutturati ed organizzati si stanno ampliando, dando spazio alla meritocrazia: in Lombardia, dove opero, ne conosco qualcuno, ed e' su queste realta', che bisogna puntare, sia per il nuovo che per l'usato. Ho a cuore i venditori, io lo sono e lo saro' sempre, e nel mio piccolo qualcuno l'ho formato, con grande soddisfazione ed orgoglio. NON ABBIATE PAURA DI METTERVI IN GIOCO, e se avete un progetto, un'idea, portatela avanti e RISCHIATE! Che vada bene o male, ci avrete provato e non avrete rimpianti. E poi, a tornare a fare il venditore Enasarco, si fa' sempre in tempo.... Un abbraccio a tutti, ed un saluto particolare ad Andrea, che e' una persona di esperienza, che ha faticato e parecchio per raggiungere risultati, ma se lo merita, perche' e' una persona molto analitica e preparata ed aperta al dialogo, come il suo bellissimo blog. Ciao!!!!!! Francesco Saracino
    Francesco Saracino - Car Hunter Italia
    • Onestamente io ho più paura in fatto di meritocrazia delle grosse strutture organizzate, piuttosto che delle società a conduzione familiare...forse per mie pregresse esperienze. E comunque io sono sempre della mia idea : un bravo venditore (e qua potremmo aprire una marea di paigne per definire cosa significhi) ha modo sia di negoziare la sua remunerazione, sia di avere un posto stabile all'interno di un'azienda, a meno di fallimenti. Ma anche a fronte di questi, sa riciclarsi altrove. Credo che prima di buttare la croce addosso alla crisi, alle case, agli open weekend, sia il caso di farsi un esame di coscienza
      Matteo
      • Sicuramente chiunque e' in grado di riciclarsi, dipende pero' dalle cifre a cui e' disposto a scendere, perche' il punto chiave e' anche questo. Compensi al limite della sopravvivenza, e fino a quando le aziende troveranno persone disposte ad accettare, l'avranno vinta loro. Molti subiscono, e continuano a lavorare a cifre a mio avviso improponibili, pur di restare attaccati a scrivania e pc, e allora i compensi calano, sempre di piu' e le aziende ne approfittano. Poi ognuno conosce i propri limiti ed e' padrone delle proprie scelte
        Francesco Saracino - Car Hunter Italia
        • Sinceramente non conosco molti venditori eccellenti che guadagnano compensi al limite della sopravvivenza. Sappiamo che si tratta di un lavoro decisamente selettivo nel quale, se non sei più che bravo, rischi di ritrovarti a fine mese con poco o nulla in tasca. Quindi (eliminando il problema della crisi come dicevo prima) o si migliora, o si migra. Non sto a contare tutti i venditori che ho visto passare come meteore nella mia esperienza. E sono nel settore solo da 7 anni.
          Matteo
          • Per quanto mi riguarda, ho visto bravi venditori che hanno faticato per trovare una ricollocazione e altri che hanno preferito cambiare settore. Attenzione a farla troppo facile perchè non è così, ci sono aziende che investono sulle risorse umane ed altre che non lo fanno. Ed è difficile dire se sono più malleabili i piccoli concessionari (che potrebbero avere mentalità ristrette o poca disponibilità) o la contrario i grandi (che pompano su numeri e sconti dove venderebbe anche l'ultimo degli sagisti).
            Andrea Tartaglia
          • Ognuno conosce il proprio valore sul mercato........ Quello che vedo e' la tendenza a tagliare compensi da parte delle aziende, e tanti colleghi in gamba, cambiano strada, mettendosi in gioco: ho molti esempi tra le mie conoscenze, tra cui io. Tutto dipende da quello che per noi e' un giusto compenso, rapportato all'esperienza, capacita' e professionalita'. Io per esempio ho rifiutato proposte da parte di aziende, che non ritenevo adeguate al mio livello di professionalita' ed impegno richiesto, e sono contento delle mie scelte. Pero' parlo da persona attiva nel settore dal 1995, dove le cifre provvigionali erano nettamente diverse e capisco il punto di vista di chi ha iniziato la professione molto dopo. Un venditore in gamba ENASARCO, su Milano, negli anni 90, fatturava piu' di 120 milioni delle vecchie lire. Parlo di Brand Premium..... Teniamo conto anche del potere d'acquisto della moneta dell'epoca. E' chiaro che il confronto oggi non regge...... Non vi racconto le storie, di chi ha vissuto tutti gli anni 80.....
            Francesco Saracino - Car Hunter Italia
  7. Ovviamente non volevo generalizzare, parlavo di mia esperienza. Poi ci sono esempi contrari in un caso e nell'altro. Io lamento solo la tendenza di molti colleghi (di molti lavoratori in realtà, in tutti i settori) che si lamentano senza pensare a quello che possono fare per migliorarsi come venditori, sia nel posto di lavoro attuale che in uno nuovo, o in un lavoro completamente diverso, come struttura o come settore. Io mi ritengo fortunato, ho rinunciato alla "carriera" per stare vicino alla famiglia, so benissimo però che un sacco di colleghi e amici sono in situazioni terrificanti, in strutture fatiscenti senza vedere le provvigioni pagate da mesi, o con piani provvigionali al limite del ridicolo. Ma non possiamo sempre aspettare che sia la provvidenza o la contingenza a risolvere lo stato di fatto, cerchiamo di migliorare sempre noi stessi e vendere la nostra professionalità, alla nostra azineda o ad un'altra, o sfruttarla da noi stessi. Ci vuole coraggio, fortuna e anche predisposizione ma non credo sia impossibile
    Matteo
    • Certo Matteo, infatti qui mettiamo ognuno la propria esperienza per capire meglio e, se possibile, trarre delle conclusioni. Quello che ho voluto sottolineare è che a volte si è costretti a fare delle scelte diverse per non dover sottostare a situazioni negative, è quello che è successo anche a me. In precedenti articoli ho raccontato anche la mia esperienza di crescita e di Personal Branding (http://www.andreatartaglia.net/personal-branding-ecco-come-mi-ha-cambiato-il-lavoro/ ) e ho dato qualche consiglio di auto-miglioramento (http://www.andreatartaglia.net/venditori-di-auto-ce-ancora-futuro/) ovviamente senza supponenza o velleità.
      Andrea Tartaglia
      • Il bello di questo salotto, dove siamo tutti ospiti di Andrea e' quello di confrontarsi in modo costruttivo. Aggiungo che piangersi addosso non serve, e alimenta il pessimismo. Reagire e cercare di trovare la strada giusta.... Certo la fortuna gioca un ruolo importante, ma va' anche cercata o almeno cercare di farlo. Pero' ognuno deve sentirsi di fare o non fare un passo. Non nascondo che nel momento in cui l'azienda con cui ho collaborato per anni, ha rivisto il piano provvigionale, e parlo nel Natale 2011, dopo pochi mesi ho abbandonato il campo, e mi sono messo in gioco, da solo, investendo su me stesso. Rifarei tutto, perche' ad oggi, nel mio percorso professionale, non ho rimpianti..... Un abbraccio
        Francesco Saracino - Car Hunter Italia
  8. Buonasera a tutti, buonasera Andrea. Non ho mai scritto un post nel blog, ma lo seguo spesso con attenzione. Oggi volevo dare un contributo a chiunque sia o sia in procinto di diventare venditore in concessionaria. E lo farò proprio in questo post. Con alcuni venditori (e parliamo di un gruppo di oltre 3000 venditori iscritti in un gruppo su facebook) proprio questi giorni avremo la possibilità di discutere insieme, non tanto sul quanto guadagna un venditore, ma sull'impegno proibitivo che le case madri chiedono ai dealer, il quale si riflette su tutta la forza vendita. Questo porta ad una grande demotivazione personale (lavorare 7 giorni su 7, famiglie che non si vedono più) che scaturisce, qualcuno potrà pensare, alla mancanza di professionalità; e con questa mancanza, si vende meno, i venditori guadagnano meno, i dealer soffrono perchè non rispettano gli obiettivi e chiudono le serrande... E' diventato un serpente che si morde la coda... E chi sono gli autori di questo declino? Sono proprio le case madri che, con programmi marketing assurdi e antiquati, proponendo oramai solo open weekend per risolvere la mancanza di vendite, obbligano i dealer a obiettivi improponibili che si riflettono sui venditori... e così riparte tutto il ciclo. Non tutto è perduto, perchè esiste un zoccolo duro (sia di venditori che titolari di concessionaria) che dicono basta... E per questo, a Maggio 2015, usciremo con un articolo su quattroruote. Credo che Andrea Tartaglia sia già a conoscenza di ciò, per cui, vi ringrazio per la possibilità di scrivere e condividere una mia idea, che è condivisa da molti "venditori"...
    Ivano Cardassi
    • Ciao Ivano, sappiamo benissimo oggi cosa comporta la professione del venditore di auto, che anche se in minima parte, offre ancora soddisfazioni: non e' proprio tutto nero, il settore. Conosco ancora persone, che amano questo lavoro. Far sentire il proprio punto di vista puo' essere utile, attraverso un gruppo di un Social oppure articolo. In bocca al lupo
      Francesco Saracino - Car Hunter Italia
    • Ciao Ivano, so di cosa parli. Il tema dei costi e delle marginalità per i Dealer è molto sentito, considerato che in Italia molti concessionari hanno chiuso (anche) il 2014 con i bilanci in perdita e i più bravi arrivano ad utili tra lo 0,5% e l'1%, è l'intera filiera Automotive a dover essere rivista. E' vero che le Case hanno poche idee e molto confuse sul Marketing, ma anche i concessionari non scherzano e questo ha portato ad una moria che dal 2007 ha visto chiudere quasi il 40% dei Dealer. La bacchetta magica non ce l'ha nessuno, però bisgona iniziare a tirare fuori delle idee che portino verso una meritocrazia: proprio stamattina ho pubblicato un articolo (http://www.andreatartaglia.net/automotive-alla-sfida-delle-recensioni/) che parla di recensioni e rating, una sfida che a breve tutti gli operatori della filiera dell'auto italiana dovranno affrontare. Potrà essere uno stimolo premiante per i più bravi e penalizzante per furbi e disonesti. Chi la accetterà?
      Andrea Tartaglia
  9. […] commercio, una sorta di “azienda nell’azienda” pagati male e con nessun diritto (leggi in questo articolo i dettagli), ma questo consente ai Concessionari di risparmiare sul costo del personale. Inoltre, per […]
  10. a proposito di venditori cosa ne pensi di Frank merenda?
    Fabrizio
    • Ciao Fabrizio, non ho mai avuto esperienze dirette con Merenda, ma preferirei affidare affidare la mia formazione commerciale, come ho fatto in passato, a qualcuno con conoscenze specifiche nell'Automotive. Ci sono senz'altro ottime aziende di formazione che prevedono per i loro formatori la tassativa provenienza dal settore auto.
      Andrea Tartaglia
  11. Salve a tutti, mi hanno proposto un contratto di lavoro enasarco per una concessionaria, tanto è vero che mi hanno chiesto l'apertura della partita Iva ed ora sto leggendo tutte le problematiche. Mi piacciono le auto ma, pensate nella situazione odierna meglio lasciare perdere?
    Giovanni
    • Ciao Giovanni, per fare una valutazione bisognerebbe conoscere l'offerta che ti è stata fatta. Ti consiglio di parlarne con un bravo commercialista che sappia darti tutte le informazioni, i costi e le condizioni fiscali partnedo dal lordo per arrivare al netto, cioè a quello che ti rimane realmente in tasca. Domattina uscirà un articolo con qualche suggerimento in tema di ricerca lavoro nel settore auto, leggilo.
      Andrea Tartaglia
      • Odio le concessionarie perché i venditori ti leccano i piedi finché non firmi il contratto poi quando hanno incassato i soldi se hai avuto problemi con la macchina ti mandano a quel paese... Io compro auto usate e vado dal mio meccanichino
        Paolo
        • Ciao Paolo, mi spiace che tu abbia avuto esperienze così negative con i venditori di auto, se ti va raccontacele nel dettaglio. A presto.
          Andrea Tartaglia
    • Se ti danno un buon fisso, non meno di 2.000 euro + iva, con auto compresa, lo farei e provvigioni intorno all' 1%. Si vende poco, e la partita iva costa.
      William
  12. Caro Andrea hai voluto andare su un terreno molto fertile per il tuo blog. Perché non ne fai uno su quanto guadagna un Dealer? Trovereste molte sorprese. E poi faccio un ragionamento da Dealer. Quando si assume un venditore si stipula un contratto che deve necessariamente andare bene alle due parti come in qualsiasi altra assunzione di qualsiasi settore. Se il contratto e rispettati e dalle due parti si è corretti tutti questi piagnistei che ho letto non hanno ragione di esistere.
    Giorgio
    • Caro Giorgio, hai ragione: non ho scritto un post dedicato ai margini di guadagno dei Dealer ma rimediero' presto, magari anche con il tuo contributo. Veniamo ai venditori. Questo articolo ha lo scopo di fornire una fotografia della categoria e nasce con il contributo di centinaia di venditori che mi hanno contattato nei mesi scorsi. Ho voluto evidenziare delle criticità (che non definirei "piagnistei"), una su tutte la questione dei venditori Enasarco: false partite Iva a cui si impongono gli obblighi dei dipendenti senza però le relative tutele. È una cosa non da poco, che spesso non e negoziabile e che ha come unica alternativa cambiare mestiere. Come dice Richard Brandson "prima della soddisfazione dei tuoi clienti, cura la soddisfazione dei tuoi dipendenti perché loro sono la chiave del tuo successo"
      Andrea Tartaglia
      • Buongiorno seguo con piacere questo forum, ne condivido molto spesso i contenuti, ma volevo fare una piccola precisazione... Sono un venditore d' auto da quasi 9 anni di cui 7 con p. iva, confermo i "guadagni medi" da dipendente, mentre trovo un po' al ribasso il guadagno da agente.... Posso tranquillamente dirvi che dove sono io, Torino, ma credo come in molte altre grosse città, un buon venditore d'auto guadagna dai 35.000 ai 50.000 € lordi l' anno e con un po' di costi detraibili, si possono portare a casa netti dai 2.000 ai 2.700 €, per questo non è sempre vero che dalla fattura si deve togliere il 50 %... Le provvigioni sull' agente sono varie, dalle minime di 50 € lordi per le vendite "fatte male" alle cosidette "bombe" da 600 €-700 € lordi (se non di più) a contratto se ben condito con i classici servizi. Sicuramente l' agente di commercio ha svantaggi da un punto di vista contrattuale, in quanto ha i doveri del dipendente ma non ha le stesse tutele, tuttavia ci sono anche altri vantaggi... Chiudendo qui il mio intervento, probabilmente in piccole realtà, sia di concessionaria che terrioriali, converrebbe essere inquadrato come dipendente, viceversa probabilmente converrebbe essere un agente...
        ANONIMO
        • Ciao e grazie per il commento (purtroppo non conosco il tuo nome). L'articolo prende spunto da impressioni e considerazioni condivise con centinaia di venditori di auto, che negli ultimi anni hanno manifestato un certo disagio per una bella professione ma che, per molti, oggi ha perso lustro. I guadagni relativi agli agenti costituiscono una media nazionale, che abbraccia venditori di vari marchi e di varie località geografiche. Sicuramente c'è chi guadagna anche parecchio, ma al giorno d'oggi, quelli che riescono portarsi a casa 2.500/2.700 euro netti sono una minoranza, e sono tanti quelli che si lamentano di turni dei lavoro esagerati (che includono i controversi "open weekend") contrapposti a guadagni in calo e tutele quasi assenti. Per gli agenti do commercio, da una fattura "lorda", tra tasse, Enasarco e costi di gestione se va più del 50%. Personalmente - per le aberrazioni spiegate nell'articolo - ritengo che il venditore a P.Iva sia un' inutile violazione della legge, che danneggia anche il datore di lavoro. Perchè - diciamoci la verità - oltre ai suddetti problemi, un agente di commercio è tendenzialmente portato a "tradire" alla prima proposta leggermente migliore.
          Andrea Tartaglia
          • Si condivido, l' agente ovviamente è più soggetto a valutare offerte migliori, rispetto al dipendente che ha un posto "fisso", questo una azienda lo mette sicuramente in conto. Condivido anche il fatto dell' open weekend che per alcuni agenti non è retribuito e degli orari mediamente più lunghi ma in alcune aziende forse più flessibili... Non dimentichiamoci i cambi provvigionali, fatti da un momento all' altro , generalmente al ribasso con step e obbiettivi più alti, spesso in barba ai regolamenti previsti da un qualsiasi mandato d' agenzia.
            ANONIMO
          • Eh si, una maggiore attenzione al rapporto Delaer-Venditore sarebbe positivo per tutti. Grazie per i tuoi commenti e mi raccomando, li aspetto anche per i prossimi post! ;-)
            Andrea Tartaglia
      • Concordo in pieno, Andrea. Le concessionarie e parlo nella mia parentesi nel settore auto come venditore, per poi tornare al mio vecchio mestiere, propongono contratti a partita iva, con pero' di fatto obblighi da dipendente, come rispetto di orari o domeniche non retribuite senza parlare di provvigioni spesso al limite della sopravvivenza. Non si investe nel capitale umano e poi assistiamo a continue chiusure/fallimenti, e' una conseguenza dell'atteggiamento del'imprenditore che non investe sulle persone.
        Donatello Mariani
  13. Io non so dove tu abbia preso queste informazioni per scrivere questo articolo.... Ma non è del tutto vero ciò che dici!! purtroppo devo darti ragione sulle tasse quasi al 50% ma se ci sai fare il problema lo si può ovviare e non evadendo!!! Per quanto riguarda le provvigioni i mesi dove io guadagno meno sono quando prendo 3.500 4000 euro vuol dire che quel mese ho fatto la fame... Nel concessionario dove lavoro io si può guadagnare a mesi alterni benissimamente 10.000 euro magari non tutti i mesi...
    Francs
    • Ciao Alessio, benvenuto sul Blog. I dati sono stati raccolti circa un anno fa su un campione di circa 500 operatori on tutta Italia, con diversi livelli di seniority. Sul discorso tasse c'è poco da dire, la tassazione è quella. Puoi portare un po' di cose in detrazione ma occhio agli studi di settore. Sono contento che tu possa vantare fatturati sopra la media, esistono senza ombra di dubbio realtà dove i guadagni sono maggiori. Pero', se parliamo di media nazionale, bisogna guardare a tutto. Del resto, neanche i Dealer se la passano benissimo, leggi qui quali sono i margini di profitto dei concessionari: http://www.andreatartaglia.net/quanto-guadagna-il-concessionario-di-auto/
      Andrea Tartaglia
      • hai ragione, io credo che la concessionaria dove lavoro io abbia dei margini spaventosi sui finanziamenti e le polizze per svariati motivi..... sul ferro ormai non si fa più nulla parlando dell usato km0 mio settore, sul nuovo noi siamo "addestrati" termine utilizzato appropriatamente militare a distruggere al cliente le varie campagne delle case vendendogli il nostro finanziamento interno, e quasi un buon 60 % alla fine fa il nostro. passiamo ore e ore durante l'arco del mese a fare corsi di vendita del finanziamento e non delle vetture per quanto può essere assurdo... non abbiamo nessun fisso non abbiamo nessuna imposizione oraria e di presenza ma siamo però sottoposti ad un enorme stress di risultati perchè senza quelli puoi essere un venditore provetto ma sei fuori, credo che per il prodotto che vendiamo e per l'azienda in cui siamo tutto il resto ci sembra un gioco da ragazzi non è facile ripeto ma quando guardi quelle fatture a volte più alte di un chirurgo o di un parlamentare e ne ho viste sopratutto ai venditori senior, sei carico come una molla per ripeterti il mese successivo
        francs
        • Confermo che ho riconosciuto la tua realtà lavorativa! Dove lavoro io, un altro grosso gruppo della zona, la politica commerciale è simile alla vostra ma non cosi' " esasperata", ovvero prodotti nostri e non di casa madre, ma in un mix forse un po' più bilanciato... In ogni caso trovo che tutto il sistema dei dealer sia da riformare (almeno in parte), ma è un discorso lunghissimo e a tratti utopico!
          ANONIMO
    • scusa se te lo chiedo, ma quante auto devi vendere per fare una fattura di 10.000 euro al mese? Se puoi( e vuoi...) dirlo.... poi spiegare come "avviene" la tua provvigione?
      adriano
      • ciao adriano, non voglio fare il nome dell azienda perché non vorrei che tutti si proponessero, temo concorrenza :) naturalmente scherzo... è una concessionaria del nord italia una delle più grandi d'italia credo con svariate sedi, oggi il venditore d'auto non guadagna più nulla sul ferro in se ma sui servizi finanziari e assicurativi che riesce a vendere, infatti i corsi che noi facciamo 4 volte al mese in sede principalmente sono improntati tutti sulla vendita di questi servizi... in breve più il valore della vettura è alto quindi più finanzi e più guadagni sulla percentuale del finanziato e del assicurato che cresce naturalmente più un auto è costosa esempio su vettura da 15.000 € sul finanziamento si calcola il 3 % quindi sono 450 € + se la assicuri ti pagano il 5 % del premio quinquennale (sempre finanziato a piccole rate mensili) che su una vettura di 15 K è più o meno 3800 quindi il 5% è 190 € più la macchina che hai venduto che fa 80 € totale provvigione 450+190+80 = 720 € questo su 15.000 figurati se vendi un grand cherokee da 60.000 € su una media di 8 vetture vendute in questo modo più altre 5 in contanti.... bè fai tu i conti.... naturalmente ci sono gli obbiettivi mensili che se li raggiungi ti moltiplicano il totale della provvigione del mese dal 35% al 55% in base a quanti step prendi. naturalmente non ci danno alcun fisso e naturalmente la concessionaria guadagna dalla finanziaria una enormità per pagare noi e mantenere una struttura del genere con tutti i dipendenti officine e segretarie varie, ho visto gente che lavora la da 15 anni con fatture mensili da 27.000 euro praticamente sono usciti da enasarco in un mese, devo ammettere che però ultimamente si sta facendo più difficoltà rispetto ad anni passati.
        francs
    • Buongiorno, ci sono realtà ove si può guadagnare molto anche da dipendenti, 3000 / 4000 euro più vettura aziendale. Chiaro è che devi farti il c...o come in ogni lavoro commerciale, e sacrificare praticamente tutto il tuo tempo! Personalmente è stata una bella nave scuola che mi ha portato a ruoli manageriali in altre realtà (dipende sempre quanto uno si vuole mettere in gioco e fare il mazzo).
      Anonimo
      • Ciao Giacomo, l'articolo parla di valori medi, ci possono essere retribuzioni molto più alte e molto più basse della media. Difficile però arricchirsi come una volta. Nel tuo commento hai evidenziato un fattore importante: il tempo! Può essere, come molti scoprono con l'esperienza, che il valore nel tempo speso non venga compensato da guadagni anche alti. C'è chi preferisce guadagnare qualcosa in meno ma avere più tempo da dedicare ad altro e chi si dedica ad attività che portano guadagni elevati senza la necessità di dedicargli tutto il proprio tempo.
        Andrea Tartaglia
  14. Il concessionario di Torino dove lavoro ci sono colleghi che lavorano da più tempo e con qualche cliente in più che fatturano dai 80.000 ai 110.000 euro l'anno lordi...
    Francs
    • Credo di conoscere la tua realtà e anche molto bene... confermo che i venditori top e storici, fanno quei guadagni, vendendo in modo "esasperato" i servizi , raggiungendo gli oby mensili, ecc... ma sono una discreta minoranza.
      ANONIMO
    • Nome del concessionario?
      William
      • non credo sia il caso
        francs
  15. Ciao, mi è stata fatta un'offerta per occuparmi di vendita flotte aziendali all'interno di un concessionario. Si tratterebbe di sviluppare la rete di vendita del concessionario appunto sul ramo flotte BtoB. Loro attualmente non hanno una persona dedicata. Mi è stato offerto un contratto a tempo ind. per un anno con un fisso di un migliaio di euro al mese più provvigioni (stima di almeno 2000 euro mese). Io provengo da un settore diverso dal commercio ma in passato mi sono occupato di vendita auto. Non so bene se possa essere un'occasione per rientrare nel mondo dell'auto o se possa diventare un frustrante pellegrinaggio da una azienda all'altra in cerca di potenziali clienti stile venditore porta a porta. Voi cosa ne pensate. Grazie delle informazioni che potete fornirmi
    Marco
    • Ciao Marco e grazie del commento. Non è facile rispondere non conoscendo la realtà aziendale e il contesto commerciale, a spanna posso dirti che non sono molte le aziende che inquadrano con regolare contratto CCNL a tempo indeterminato. Quindi, di per se, è una nota molto positiva. Sulle cifre, se quella stimata è realistica non è affatto amale come offerta. A presto!
      Andrea Tartaglia
    • Punterei su un fisso piu' alto: non meno di 1.600 euro mese netti, auto e carburante inclusi. Definirei se il sabato e' lavorativo in salone o meno: se si' da concordare giorno di recupero settimanale Trovare un venditore Flotte e' difficile e quei pochi che lo fanno, se non c'e' un ottimo supporto di appuntamenti prefissati e di qualita', fanno fatica a campare.
      William
    • Lascia stare è 25 anni che vendo vetture e le macchine non si vendono porta a porta come un folletto.... altrimenti lo farebbero tutti che dici??? Trovati un ' azienda seria che sia strutturata sulla vendita multimarchio i concessionari ufficiali fanno la fame... Trovati una azienda piccola dove sei a contatto diretto con il proprietario. Vendi qualsiasi vettura il cliente possa desiderare e ricordati che i servizi finanziari e assicurativi fanno la differenza la vettura da sola non da' reddito ne a te ne alla tua azienda. In bocca al lupo
      Luca
  16. Mi scade il contratto di apprendistato... Devo scegliere se rimanere dipendente o Enasarco... Ormai son quasi 4 anni che faccio questo lavoro in una piccola concessionaria. Circa 1.500 € di media puliti al mese. Consigli???
    Federico
    • Ciao Federico, io ti consiglierei di rimanere dipendente! Quando ero venditore ho provato entrambe le cose e non concepisco più avere venditori inquadrati come agenti di commercio monomandatari, cosa che - tra l'altro - non sarebbe neanche pienamente legale.
      Andrea Tartaglia
  17. Buonasera, Ho la possibilità di iniziare la carriera come venditore di auto, ad oggi ho un contratto di apprendistato di 3 anni e guadagno sui 1200 euro al mese. Cosa mi consigliate di fare? Ho molta passione per le auto e vorrei cambiare lavoro.
    Marco
    • Ciao Marco, se hai la passione e la possibilità di provare un lavoro che ti piace, dico che non tentare sarebbe sbagliato. Armati di pazienza e tenacia perché ci vogliono, ma sono sicuro che potrai avere le tue soddisfazioni!
      Andrea Tartaglia
      • Ciao Andrea, leggo i commenti di questo forum e mi colpisce molto ciò che scrivi. Lavoro nel settore Renault da 4 anni, ho 28 anni e sono laureato in economia e commercio. Il mestiere mi piace, soprattutto perchè a contatto con il pubblico. Mi trovo in una realtà molto simile a come la descrivi, se non peggio. Cosa mi consigli di fare e cosa mi consigli di vedere? Sono un ragazzo e non vorrei bruciarmi così. Sto in un'azienda dove il titolare ci considera come pedine ed io ho perso stima e motivazione. Grazie in anticipo, saluti.
        Matt
        • Ciao Matt, se quello che fai non ti soddisfa, soprattutto come e dove lo fai, ti consiglio di guardare altrove. Le realtà stimolanti esistono, e comunque dobbiamo sempre lavorare ad un "piano B" per costruirci un alternativa perché quando dipendi dagli altri non puoi mai avere la certezza che le cose vadano sempre come dici tu. L'importante è costruire il "piano B" quando sei tranquillo, perché quando scatta l'emergenza non hai il tempo e la lucidità per farlo. Quindi, costruisci la tua alternativa, e una volta pronta decidi se tentare.
          Andrea Tartaglia
    • Dipende quanto pensi di guadagnare come venditore e che proposta ti hanno fatto..se ne hai la possibilità e non ti manca denaro in casa prova altrimenti lascia perdere completamente i guadagni sono al limite del "ridicolo" un pò in tutte le concessionarie a quanto vedo... considera poi gli open weekend le riunioni i corsi e quant'altro...a casa non ci sei mai per guadagnare se ti va bene 1200 euro ma non credo tutti i mesi. In bocca al lupo!!
      Luca
  18. Buonasera, faccio il venditore d'auto da 5 anni. Lavoro in Svizzera, e vi comunico che neanche qui che pur essendo la paga diversa da quella italiana, guadagnamo cifre astronomiche. Le paghe vanno sempre al ribasso e ti chiedono sempre obiettivi maggiori di anno in anno, se volete un consiglio al giorno d'oggi non è così gratificante.
    Mirko
    • Ciao Mirko, grazie per il feedback dalla Svizzera. Credo che ormai, un po' ovunque, quello del venditore di auto sia un lavoro pagato in larga parte sotto forma di "variabili" (premi, bonus per obiettivi etc.) e in minima parte in forma "fissa" (ormai molto bassa e in molti casi nulla). E' il riflesso dell'operatività economica dei Dealer, anche per loro ormai il guadagno sul "ferro" è in percentuali minime mentre la parte variabile è quella che compone realmente l'utile.
      Andrea Tartaglia
  19. Buonasera, lavoro da circa un anno presso una concessionaria ford che ha altri marchi come seat e mazda..devo dire che all'inizio mi aspettavo margini più alti dopo aver deciso di intraprendere questa strada ma mi sono dovuto ricredere, considerando anche il fatto che sono inquadrato come agente enasarco e dunque a partita iva. Ora la mia domanda è possibile che una concessionaria guadagna un 4 % sulle auto che vendo??
    Luca
    • Ciao Luca, tendenzialmente un 4% di margine lordo sul ferro è corretto. In questo articolo sono entrato nel merito dei margini di guadagno dei concessionari basandomi sui dati tratti dai bilanci: http://www.andreatartaglia.net/quanto-guadagna-il-concessionario-di-auto/ Che ne dici?
      Andrea Tartaglia
      • Ciao Andrea, avevo già letto l'articolo e devo dire che sono rimasto davvero sopreso. Quindi se vendo una fiesta a 12000 euro la concessionaria guadagna circa 480 euro???Mi sembra un pò pochino non trovi???Un 8-10 % pensavo che lo guadagnavano....a noi ci pagano a provvigione e devo dire che sono davvero misere o vendi i servizi finanziari o devi vendere 10 macchine minimo per fare uno stipendio normale sui 1200 euro netti.
        Luca
        • E' così Luca, se non si vendono anche i servizi, la vendita del "ferro" remunera pochissimo. I Dealer marginano sui servizi e sui bonus, quantitativi (al raggiungimento dei target di vendite) e qualitativi (CSI, mix). Questa condizione si riversa sui venditori, che guadagnano decentemente solo vendendo i servizi e raggiungendo gli obiettivi.
          Andrea Tartaglia
          • Hai ragione Andrea me ne sto rendendo conto..c'è ancora qualche concessionaria che mette i proprio venditori a stipendio????Per non parlare che la domenica la maggior parte delle persone che visita la concessionaria passa di li perchè è vicino al centro commerciale quindi si fa la passeggiata. Noi siamo passati da lavorare le ultime domeniche del mese a tutte le domeniche. A partita iva la vedo davvero dura a guadagnare bene se non passi le tue 50 ore o più in concessionaria..per non parlare delle tasse che più guadagni più aumentano.
            Luca
  20. Esprimo il mio pensiero sul mondo delle concessionarie che conosco abbastanza bene. Oggi con la scusa della crisi e l'avvento di internet che ha contribuito ad abbassare ulteriormente il livello del settore auto, le aziende pagano sempre meno e pretendono l'impossibile. Il punto e' come puoi pretendere di avere personale qualificato se non investi a livello economico il giusto? Assistiamo ad un continuo ricambio di venditori, salvo qualche rara azienda che offre adeguati piani provvigionali, ma sono molto poche. Il venditore e' considerato un costo invece di un'opportunita di guadagno, e tagliano proprio dove non dovrebbero: continui cambi di sistemi provvigionali con la convinzione che uno valga l'altro, tanto fuori c'e' la fila di disoccupati, ma non e' cosi'. Negli anni '90, anche se prendevi un milione di fisso, e l'1% per ogni auto venduta, facevi con poca fatica 15 - 16 auto al mese, e le domeniche eri a casa: oggi per fare 10 pezzi devi fare i salti mortali, e se ti va bene ti danno quel famoso 1% e 500 euro di fisso., e la domenca alle 9 sei seduto alla tua scrivania. Per non parlare poi del numero di venditori presenti nei punti vendita: raddoppiati, tanto sono enasarco. Ma i clienti che comprano non sono raddoppiati, o no? Stimo e ammiro quella vecchia guardia di venditori, che non subiscono quello che sta accadendo nel settore, e se vanno. Se non si investe nel capitale umano, la chiusura e' inevitabile...Un po' di umilta' e consapevolezza dei propri limiti, sarebbe un bel passo avanti. Non consiglio alle nuove leve questa professione, salvo trovare un'azienda che sappia valorizzare veramente la figura del venditore. Spesso sento parlare di riduzione dei margini, ok, ma e' fondamentale capire dove e' il caso di tagliare e dove invece no. Investire sui venditori e' il primo passo per affrontare il mercato e vincere. Grazie per l'attenzione. Un abbraccio a tutti i colleghi.
    Tony
    • Ciao Tony e grazie per il commento. Riflessione amara ma giusta, quello del venditore di auto è un lavoro che troppo spesso sconta la mancanza di investimenti sulle risorse umane. A dire la verità ci sono diversi casi di Dealer attenti alla figura dei commerciali, ne conosco alcuni che hanno capito che - anche in un'epoca dominata dal web - dietro ogni processo c'è comunque l' "human touch", il tocco umano.
      Andrea Tartaglia
  21. Salve Tartaglia , e complimenti per tutto !!! desidererei avere delle spiegazioni da Lei rispetto ad Enasarco ( rischi e pericoli) e a assunzioni a libri part time... Grazie Marco
    Sono Matteo in realtà avrei bisogno di telefonarle ! le chiedo una telefonata breve solo 3 domande. GRAZIE IN ANTICIPO
  22. Sto pensando di cambiare lavoro..gli orari sono sempre più pesanti, il datore del lavoro sempre meno umano, i corsi aumentano sempre di più (abbiamo tre marchi) , il tutto per stare sempre li dentro??? Se non ci stai ti "rubano" i clienti. Ora mi chiedo se la situazione è identica in tutte le realtà o ci sia maggiore flessibilità. Grazie
    Luca
    • Le realtà sono diverse da azienda ad azienda e da persona a persona. Ho conosciuto persone eccezionali e aziende attente alla cura del proprio personale e le rispettive nemesi, è così in qualsiasi settore.
      Andrea Tartaglia
    • La flessibilita' in questo mestiere non esiste: i colleghi sono dei concorrenti, il titolare se ne frega, il responsabile e' attaccato alla poltrona e si para il di dietro e si guadagna sempre meno. Soluzione: poca confidenza con i colleghi, puntare sulla qualita' della clientela anche se si fanno meno numeri, ma la salute ne trae beneficio e commerciare in proprio qualche usato da comprare su internet o alle aste. Per il resto e' un lavoro finito.....
      Tony
      • Da persona che il lavoro di venditore di auto lo ha fatto nel passato recente mi fa male leggere commenti del genere, ma non posso che comprenderli. Grazie Tony.
        Andrea Tartaglia
  23. E' un lavoro finito, come scrive Tony? Concordo....Il peso professionale, curriculum, anni di esperienza e passione oggi per la grande maggioranza di titolari d'azienda sono un peggiorativo, perche' temono questi profili, che potrebbero oscurare le loro figure e quelle dei responsabili di settore. Oggi si prediligono persone che provengono anche da altri settori, con poche pretese economiche. E i professionisti? Non c'e' quasi piu' spazio per loro, purtroppo. Ecco perche' il settore e' decaduto ampiamente...E poi tutti Enasarco o quasi, dipendenti con la partita iva. Bell'articolo, e mi piacerebbe venisse letto dai vari titolari. Ciao. Sergio
    Sergio
    • Grazie Sergio, da ex venditore mi dispiace leggere commenti come il tuo ma li comprendo perfettamente. Ci sono titolari di Concessionarie illuminati che capiscono il valore della professionalità e si tengono stretti i collaboratori in gamba, probabilmente nel futuro prossimo le competenze torneranno ad avere il giusto peso.
      Andrea Tartaglia
      • Mi piacerebbe conoscerne qualcuno di questi titolari di concessionarie, ma credo siano veramente pochi. Le competenze si pagano e lo sanno anche loro, e non sono cosi' convinto che siano o saranno propensi ad aprire il portafoglio in maniera equa. YES MAN a basso costo, poi si vedra', perche' questo e' un pensiero molto diffuso. Ciao e grazie. Sergio Valentini
        Sergio
        • Ci sono, come in tutti i settori però ce ne sono anche molti che non guardano affatto al capitale umano. Purtroppo...
          Andrea Tartaglia
  24. Vi dico solo che a gennaio ho fatto 10 contratti ( lavoro da circa 1 anno da venditore a partita iva)...considerando un fisso di 600 euro lordo che mi verrà abbassato prossimamente ho fatturato 1700 euro quindi 1300 euro precisi....con l'abbassamento di 300 euro siamo a 1000... nei mesi che vendo 4 macchine non posso pensare quello che guadagnerò... per poi dire anche che lavoro per un marchio abbastanza noto come ford che ha preso altri due marchi come seat e mazda che sono in "costruzione" soprattutto la seat ma non penso i guadagni raddoppino. Aimè come siamo messi in Italia
    Luca
    • Hai premi per obiettivi o è tutto flat?
      Andrea Tartaglia
    • Buongiorno a tutti... Dopo aver letto i vostri commenti, non accetterò il posto da venditore che mi è stato offerto da una nota concessionaria del Nord Italia. Pochi Pro e troppi contro è poco stipendio.
      Alessandro
      • Beh, se non altro hai avuto un quadro più chiaro della situazione. Grazie del commento.
        Andrea Tartaglia
      • Hai fatto bene Alessandro.
        Michele
  25. Fino a quando la gente continuera' ad accettare aumenti degli orari di lavoro, festivita' non retribuite, tagli di provvigione e benefits le aziende pagheranno sempre meno e pretenderanno sempre di piu', perche' tanto vedono che i loro collaboratori nella maggioranza dei casi restano ed altri in cerca di lavoro accettano condizioni lavorative discutibili. Di chi e' la colpa secondo voi? Tanti risponderanno, meglio poco che niente. Certo, pero' non lamentiamoci per come vanno le cose. Il mio e' un ragionamento che si allaccia a tanti settori oltre quello delle auto, che conosco parzialmente, occupandomi di private banking.
    Michele Manetti
    • Ciao Michele, il ragionamento non fa una piega. E, in effetti, non riguarda non solo il settore Automotive, anche se - posso dirlo per conoscenza del settore - ci sono anche imprenditori che conoscono il valore del "capitale umano" e si tengono ben stretti i propri collaboratori. Certo, in un settore composto da più di 4.000 operatori c'è di tutto!
      Andrea Tartaglia
  26. Ciao Andrea, mi è stato proposto un lavoro come venditore auto in esterna per aziende. Si tratta del marchio Fiat e di una compagnia che conta 4 concessionarie, che al momento non ha ancora una figura dedicata. Essendo (al momento) l'unico venditore in esterna, ed essendo la struttura alle spalle solida e conosciuta, credo che si tratti di una grande occasione, considerando che l'area geografica è piuttosto vasta (3 province) So che i risultati dipenderanno molto da me, ma vorrei chiederti quali prospettive e quali guadagni vedi per questo tipo di ruoli Grazie mille
    Alessio
    • Ciao Alessio e grazie per il commento. E' difficile valutare senza conoscere elementi come il tipo di rapporto che ti propongono (dipendente o Enasarco) e il trattamento economico (fisso + provvigioni? e in che misura). Inoltre, nel caso di attività esterna vanno considerate le spese (auto aziendale o rimborso spese per la tua?) e la zona di pertinenza e il relativo tessuto di aziende che saranno il tuo target). Devi emettere insieme tutte queste informazioni per ipotizzare un range di guadagno.
      Andrea Tartaglia
      • Grazie per la risposta Andrea, a brevissimo avrò tutte le informazioni necessarie. Potrei mandarti una mail appena avrò queste info per avere un riscontro in privato? Ti ringrazio molto
        Alessio
        • Certo Alessio. Scrivimi utilizzando questo modulo contatto: http://www.andreatartaglia.net/modulo-contatto/ A presto!
          Andrea Tartaglia
  27. Sono stato un concessionario per 30 anni, poi per eta' pensionabile ho cessato l'attivita', non avendo eredi interessati a portare avanti l'azienda. Ho sempre messo in condizione i venditori che lavoravano con me di guadagnare molto, perche' erano stimolati a darsi da fare ed i risultati sono sempre arrivati. Non ne ho cambiati tanti in 30 anni, perche' mi sono tenuto stretti i professionisti, premiandoli sempre. I miei erano tutti dipendenti con auto, telefono ed un bonus settimanale di carburante. Stipendio, provvigioni in base allo sconto concesso al cliente, bonus mensile e premio di fine anno. Anche sui finanziamenti ed assicurazioni vendute, avevano degli incentivi importanti. Personalmente ho sempre visto i venditori come un'opportunita' per fare impresa e la mia strategia di imprenditore mi ha dato ragione, ripensando ai miei 30 anni di attivita'.
    Marini
    • Grazie della preziosissima testimonianza, di imprenditori che hanno capito l'importanza del "fattore umano" ce ne sono. Il basso indice di turn over è un dato importante per valutare quanto il dipendente/collaboratore sia attaccato all'azienda, anche perché formare una risorsa costa sia come spese che come perdita di business quando la persona non è adeguatamente formata. Purtroppo, il settore commerciale ha un elevato tasso di turn over, soprattutto tra i venditori!
      Andrea Tartaglia
      • Grazie Tartaglia. Ormai internet gioca un ruolo di primo piano nel mondo ed il suo blog permette di confrontare tante diverse esperienze che e' importante condividere. Ammetto pero' che mi spiace molto leggere interventi di venditori sconsolati e delusi dal settore.
        Marini
    • Questo intervento andrebbe letto nelle varie convention del settore auto, presenziate dai vari titolari. Complimenti, Sig. Marini
      Tullio
  28. Dopo l'anno 2000 lentamente la figura del venditore di auto si e' trasformata in quella di un semplice commesso. Lo stipendio netto e reale mediamente non supera i 1200-1300 mensili ed il lavoro del concessionario riflette quello del Centro Commerciale, tra orari continuati e domeniche sempre aperti. L'unica differenza e' che il commesso ha zero responsabilita', non entra in una "vera" trattativa per vendere qualcosa e non ha obiettivi, mentre il venditore di auto deve darsi da fare e correre, tra vendite, consegne, telefonate e le riunoni. Poi si trovano sempre gli spocchiosi che raccontano di guadagnare cifre di un certo tipo, e si atteggiano perche' lavorano in un salone, ma la realta' e' ben altra. Non dubito che esista chi guadagna bene, ma sono pochi, veramente pochi. SE DEVO GUADAGNARE UNO STIPENDIO DA 1.200 EURO AL MESE, vado a fare l'operaio ed ho zero fastidi: alle 18 ho finito ed il sabato e domenica sono a casa. Sono un ex venditore di auto, oggi operaio in una multinazionale.
    EX VENDITORE DI AUTO, OGGI OPERAIO.
    • Non posso che essere d'accordo su ogni passaggio. Grazie del commento.
      Andrea Tartaglia
      • Ero molto indeciso se scrivere la mia esperienza, ho smesso di fare il venditore nel 2010, e la sua risposta mi ha fatto piacere. Grazie Sig. Andrea.
        EX VENDITORE DI AUTO, OGGI OPERAIO.
        • Hai fatto benissimo e te ne ringrazio, in fondo abbiamo smesso per gli stessi motivi. Non conosco il tuo nome, ma continua a seguire il Blog. A presto!
          Andrea Tartaglia
    • Hai perfettamente ragione io comunque lo reputo un bel mestiere molto stimolante...dipende anche dove lavori ci sono concessionarie che pagano bene e guadagni parcchio anche se sono rimaste in poche. Mi sono proposto come venditore di auto in una concessionaria fiat della mia zona e mi hanno fatto un contratto di apprendistato come potenziale responsabile del post vendita alla ford a causa anche dei cosiddetti open weekend eravamo passati da 2 del mese a sempre aperti!! Ah qui in caso erano due del mese e si lavorava solo la domenica pomeriggio... La cosa che mi manca di più è il rapporto con le persone e con i clienti..se fai l'impiegato o altra figura professionale la vedo una cosa molto limitata.
      Luca
    • BRAVO!!! Appoggio la tua scelta.
      Tullio
      • Grazie Tullio...speriamo bene!!
        Luca
  29. Questo ottimo articolo e' una perfetta fotografia attraverso il web della professione del venditore di auto e l'unico che puo' essere veramente di aiuto a far capire questo tipo di lavoro soprattutto a chi non lo conosce. Concordo su tanti interventi che parlano di un grande peggioramento, verissimo. Ormai siamo alla frutta e parlo anche per me che lo faccio da 9 anni., ma sto mollando per dedicarmi ad altro. Troppi passacarte ed improvvisati vengono assunti e fatti accomodare alle scrivanie a discapito di gente con curriculum di un certo peso che viene scartata a priori. La domanda e' perche'?
    jACOPO
    • Ciao Jacopo e grazie per il commento. La risposta alla tua domanda è semplice: le aziende che vogliono tenersi stretti i collaboratori validi hanno gli strumenti per farlo, le altre puntano sulla riduzione dei costi nella speranza di galleggiare.
      Andrea Tartaglia
      • Anche quella per cui lavoravo prima che fallisse ha ridotto i costi e fatto tanti tagli, ma alla fine e' fallita. Secondo me, molti non sono capaci di individuare i collaboratori validi e poi i risultati si vedono.
        Jacopo
        • Comunque sto mollando questo mestiere. Tra aziende fallite o che falliranno e tagli generali, sono in tempo per cambiare settore. Ho 31 anni e voglia di ricominciare. In 9 anni di lavoro, 2 concessionarie per cui ho lavorato hanno chiuso.
          Jacopo
    • Guarda io sono stato un anno alle vendite e devo dirti ero più bravo di molti venditori che vendevano le auto "spacciando" un allestimento per un altro al cliente...non è detto che chi abbia la poltrona sia più bravo delle nuove "leve" anzi... Per come l'ho vissuto io il venditore non è considerato un valore aggiunto per l'azienda nettamente sbagliato secondo me...
      Luca
    • Perche'? Perche' non vogliono pagare, questo e' il punto.
      Tullio
  30. I vari annunci di lavoro dove concessionari auto cercano consulenti di vendita, spesso specificano che non e' necessaria esperienza nella mansione e provenienza dal settore. Questa frase lascia capire perfettamente come gira il mondo automotive ed in quale direzione stia andando. Forse per l'usato le cose girano diversamente, forse, ma non ne sono troppo sicura. Basta dare un'occhiata alle varie inserzioni...
    Lucia
    • Ciao Lucia, grazie per il commento. Voler formare dei venditori sarebbe anche apprezzabile, se fosse che però vera formazione e non una scusa per prendere persone da gettare nella mischia e vedere se funziona.
      Andrea Tartaglia
  31. Salve a tutti io mi sono trasferito da poco in America e sono stato assunto da una concessionaria FiatAlfa solo per il fatto di essere italiano , mi hanno proposto tre mesi di training a 1600$ al mese più 100$ ad auto venduta ma terminato il training avrò solo le commissioni pari al 25% , io non ho esperienza in questo settore ma ho passione nelle auto ma leggendo i vostri post spero che mi vada bene il general manager mi ha assicurato un guadagno annuo lordo di 50k$ ma io sono come San Tommaso speriamo sia così , qualcuno di voi ha esperienza nel mercato americano ? Avete qualche consiglio da darmi?
    Mike
    • Ciao Mike, non conosco nel dettaglio le modalità lavorative commerciali negli USA, da quello che so è abbastanza normale che dopo un periodo di formazione retribuito flat si passi ad una modalità success fee. Con un 25% di revenue sul venduto non mi sembra affatto male, nulla di paragonabile alla realtà italiana. Fammi sapere come va, sono veramente curioso. In bocca al lupo!
      Andrea Tartaglia
      • La realta' italiana e' questa: quella e' la scrivania, zero fisso e niente auto aziendale. Enasarco ed e' gradita la presenza 7 giorni su 7. Se vendi, dopo aver pagato commercialista e tasse, forse mangi. Amen
        Tullio
    • ciao mike è cosi facile essere assunti in maerica anche senza esperienza?
      mirko
  32. Ciao sapete quanto guadagna un venditore di veicoli commerciali?
    Pietro
    • Ciao Pietro, non ho esperienza diretta di vendita veicoli commerciali. Penso che i guadagni non siano molto diversi dalle autovetture, forse una differenza sostanziale passa con i veicoli industriali.
      Andrea Tartaglia
  33. Io ho avuto la fortuna di trovare un datore di lavoro di una concessionaria ufficiale di un marchio generalista che ha deciso di puntare su di me nonostante sia poco più che ventenne, laureato triennale in economia (non vale un fico secco) e senza precedenti esperienze. Dopo sei mesi di stage mi è stato proposto un contratto di apprendistato di tre anni a 1.300 netti più provvigioni sulle vendite e provvigioni sui finanziamenti. Con gli straordinari e le provvigioni varie riesco ad arrivare a circa 2.000 euro al mese netti escludendo tredicesima e quattordicesima ma, attenzione, le provvigioni sui finanziamenti non finiscono in busta ma su una carta di credito della finanziaria del marchio. Ho sempre e comunque un giorno libero in settimana più le domeniche quando non sono lavorative. Se non fosse per quelle c***o di inutili domeniche sarebbe perfetto... aggiungo che non avrei mai accettato un offerta da enasarco che la ritengo una forma di schiavismo moderno.
    Jack
    • Ciao jack e grazi per il commento. Lasciamo dire: complimenti al tuo datore di lavoro, perché evidentemente tiene al proprio personale con un percorso formativo e di inserimento remunerativo ed incentivante. E complimenti a te, perché evidentemente te lo sei meritato grazie alle tue qualità.
      Andrea Tartaglia
    • Ciao jack e grazie per il commento. Lasciamo dire: complimenti al tuo datore di lavoro, perché evidentemente tiene al proprio personale con un percorso formativo e di inserimento remunerativo ed incentivante. E complimenti a te, perché evidentemente te lo sei meritato grazie alle tue qualità.
      Andrea Tartaglia
      • L'unica cosa che ho trovato paradossale è che se vendo 10 auto ho 250 euro extra di provvigioni, se faccio 10 finanziamenti ho 750 euro extra di provvigioni. Lho trovata sin dall inizo una cosa senza senso. Ci mette nelle condizioni di essere incentivati a vendere servizi finanziari piuttosto che auto ma per fortuna rimane sempre un'etica lavorativa che da subito mi hanno trasmesso i colleghi più 'anziani'.
        Jack
        • E' la diretta conseguenza del fatto che - anche i Dealer - sul "ferro" hanno ormai margini ridicoli. Quindi, o vendono i servizi e centrano gli obiettivi o l'utile sulla vendita sono spiccioli. Se vuoi approfondire: http://www.andreatartaglia.net/quanto-guadagna-il-concessionario-di-auto/
          Andrea Tartaglia
  34. Quoto in pieno l'affermazione appena letta, dove l'inquadramento ENASARCO anche io lo considero una forma di schiavismo moderno, a patto pero' che le percentuali siano elavate e parlo di una base di non meno dell'1,5% sul totale fattura + una fetta della base provvigionale dei finanziamenti prodotti, per esempio il 30/35 % sul totale del premio maturato. Allora si', ne vale la pena, rinunciando anche a fisso e auto aziendale...ma a 50 - 100 euro a pezzo, piu' un misero rimborso spese di 600 - 700 euro e domeniche lavorative, concordo che e' sfruttamento. PERO' LA COLPA E' DI CHI ACCETTA DI ESSERE SFRUTTATO, perche' altrimenti le aziende non trovando persone disposte a lavorare quasi gratis, aumenterebbero il budget. VA ANCHE DETTO che di veri professionisti schiavizzati non ce ne sono!!!!!!Io ero uno di quelli che fatturava vendendo il nuovo piu' di 100.000 euro l'anno, e non avevo ne fisso ne auto, ma ne valeva la pena. Oggi sono un quadro di un' azienda del settore e chi lavora con me sono tutti dipendenti.
    Brando
  35. Il venditore di auto è la persona più ******** che esista perché pur sapendo i difetti delle auto che vende dirà sempre a chi viene a farsi fare un preventivo che l'auto non ha difetti che l'assistenza è eccellente e se gli dici che sui forum dicono dei difetti ti dicono di non ascoltare quello che dicono che su internet sono tutti mitomani. La colpa non è la loro perché se vogliono mangiare devono dire un po' di balle... Poi sul fatto che non si guadagni più come una volta non è vero... Se riesci a diventare venditore di auto da 50.000 euro in su che per giunta sono quasi tutte prese a rate il guadagno è buono. Il problema è vendere le auto da 10.000 euro tipo Punto,Panda 208.... La concorrenza è alta i prezzi continuano a scendere i margini sono bassissimi.
    paolo
    • Caro Paolo, innanzitutto calma: l'insulto qui non è ammesso quindi te l'ho censurato. Liberissimo di avere le tue opinioni, nei limiti della civiltà Quanto alla seconda parte del commento, ti confermo che le retribuzioni dei venditori si sono decisamente ridimensionate rispetto al passato, ovviamente c'è chi guadagna di più e chi di meno, ma in proporzione meno di prima.
      Andrea Tartaglia
  36. Salve, io più che un commento avrei una domanda. Vi sembra possibile che un venditore di auto non si curi del cliente che ha già acquistato l'auto da lui, perché il cliente vorrebbe fare un cambio macchina, ossia, sfruttare quella clausola che consente in qualsiasi momento di cedere l'auto acquista nel loro salone per cambiarla con una più piccola, più grande, ecc, cambiando solo la rata? Mi trovo in questa situazione e da sei mesi non riesco a farmi ascoltare dal commerciale. Ne ho pensate di ogni, per poi essere arrivata a pensare che non ci guadagnerebbero nulla e che quindi mi mettono in fondo alla lista dando la precedenza a chi invece ha soldi contanti da versare. Però mi dico, anche quando ho acquistato l'auto ho fatto un finanziamento, non ho versato anticipi, ma mi hanno valutato l'auto vecchia. È su quella che hanno guadagnato? Se ora mi dessero udienza e mi consentissero di passare ad un'auto più grande, aumenterei la rata, ma non porterei denaro contante. Credete sia questo il motivo per cui letteralmente non mi richiamano anche se vado là di persona?
    Gaia Morandi
    • Ciao Gaia, la risposta è comunque: no, non è normale che un'azienda o un commerciale non rispondano ad un cliente. Nello specifico non conosco i dettagli della formula d'acquisto che ha scelto, quindi non so dirti dove e come il rivenditore ha guadagnato. Ma non credo sia quello l'importante: se c'è una clausola contrattuale che tu puoi utilizzare è giusto che tu venga ascoltata, forse è il caso di andare di persona o rivolgerti direttamente a chi eroga il servizio (finanziaria, casa madre...). Se vuoi darmi qualche dettaglio in più in modo che possa darti qualche indicazione utile, scrivimi in privato attraverso il modulo contatto che trovi qui: http://www.andreatartaglia.net/modulo-contatto/
      Andrea Tartaglia
  37. Salve, mi hanno offerto un lavoro come venditore di auto, nello specifico di contratto commercio 14 mensilità fisso+provvigione. Devo ancora fare il colloquio in azienda ma vorrei essere in grado di valutare l'offerta. La mia domanda è: in genere APPROSSIMATIVAMENTE a quanto ammonta il fisso? E le provvigioni in che percentuale sono? Non so nemmeno quante auto un venditore di auto vende mediamente, diciamo per un concessionario FIAT. Con le mie esperienze e i miei titoli di studio non posso aspirare a grandi lavori e, tra le offerte, questo sarebbe il migliore ma vorrei capire un attimo gli importi del settore. Grazie!
    lucas
    • MA PRIMA DI CHIEDERE QUANTO TI DEBBANO PAGARE O DI QUANTO TI ASPETTERESTI , PROVA PRIMA A CHIEDERTI QUANTO SECONDO TE VALI !!!!! E UNA VOLTA FATTO VEDERE QUALCOSA DI BUONO ALLA DITTA PR LA QUALE TI PROPONI ,DOPO PARLI DI DENARO.
      DONATO
  38. Ciao , sono Un consulente vendite con 20 anni di esperienza nel mondo dell'auto. Ho sempre lavorato per concessionari ufficiali come dipendente diretto. Devo ammettere che questo lavoro è stato nel tempo Inflazionato da personaggi che pur di entrare in questo mondo , hanno accettato le più disparate condizioni Contrattuali. P.Iva ( Finti dipenedenti ) Co.Co.Pro , Co.Co.Co , Procacciatori etc etc etc. Questo ha procurato un lento e inesorabile declino di una figura che era ed è un punto di riferimento per i Clienti. Io dopo tanti anni , posso considerarmi un privilegiato. € 2400,00 netti in Busta e benefit Auto aziendale , Tel e Bonus trimestrali. Malgrado io lavori in Provincia di Torino , posso assicurarvi che chi lavora in modo professionale e Aziendalista , può portare a casa uno stipendio di tutto riguardo. Unica nota negativa , La mancanza di tempo Libero , e per questo non c'è denaro che conti.
    Gianni
    • Ciao Gianni, certo, il settore è molto eterogeneo e le situazioni - come gli inquadramenti - sono le più disparate. Ci sono concessionarie che capiscono l'importanza e il valore di avere un venditore dipendente. Purtroppo però, ormai è dilagante la "moda" degli Agenti Enasarco, soprattutto per chi si affaccia a questa professione. Questo, aspetto, unito ad una contrazione delle retribuzioni, porta all'allontanamento di ottime risorse che migrano verso altri settori.
      Andrea Tartaglia

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