Chilometri scalati e un mare di guai. Storia di un’odissea

Il “vizietto” di scaricare i chilometri ad un’auto usata non muore mai, anzi, il fenomeno ha contagiato sia i professionisti della vendita, sia i privati che intendono sbarazzarsi rapidamente della loro auto.

Alfredo Bellucci, nel libro Non prendermi per il chilometro, evidenzia che in Italia le auto alle quali viene ridotto il chilometraggio indicato dal contachilometri rappresentano circa la metà del mercato.
Il 50%, un dato drammatico se lo consideriamo relativo ad una chilometri scalativera e propria truffa, che può avere conseguenze molto gravi per il venditore disonesto.
C'è da chiedersi, se il venditore disonesto rischia anche il penale, perché il fenomeno continua ad essere una delle macchie più ostinate del settore Automotive italiano?

Per capirlo voglio raccontarvi una storia vera, che ha per vittima un automobilista la cui unica colpa è stata quella di voler acquistare un'auto usata per la sua attività professionale che per il tempo libero.
Una cosa che potrebbe capitare a chiunque!

Mario (nome di fantasia), nel giugno del 2012 decide di acquistare una BMW 320d (immatricolata nel novembre del 2007) presso un salonista della provincia di Milano,
L'auto, proveniente da una flotta di Noleggio a Lungo Termine, al momento dell’acquisto segnava 72.200 chilometri e Mario, un po’ per inesperienza un po’ per fretta, firma il contratto senza verificare il libretto di uso e manutenzione.

Solo alcuni giorni dopo, per sostituire una lampadina, Mario consulta il libretto dei tagliandi e nota una cosa anomala: i primi due tagliandi sono stati eseguiti nell’arco di due anni, il primo ad aprile 2009 a 32.388 chilometri e il secondo a maggio del 2010 a 67.928 chilometri.

Possibile quindi che nei due anni successivi l’auto abbia percorso solo 4.270 chilometri? Impossibile che un cliente paghi un canone di noleggio di 600/700 euro al mese per tenere l’auto ferma.

Mario torno dal venditore per fargli presente che un faro allo Xeno non funziona (la sostituzione costa circa 800 euro) e per chiedergli spiegazioni sull’anomalia dei chilometri.
Il venditore lo tranquillizza dicendogli che avrebbe cercato un faro usato e che è normale che un’auto a noleggio percorra molti chilometri in un periodo e molo pochi in altri (cosa che invece è abbastanza anomala).

A novembre del 2013 inizia il calvario di Mario: la puleggia del motore si rompe ma la garanzia non la copre, quindi Mario paga 470 euro per la riparazione e il meccanico gli fa notare il forte rumore della catena di distribuzione, cosa strana visto il chilometraggio dell’auto.

Pochi giorni dopo, durante la marcia, Mario sente un forte botto

Il collettore esploso

Il collettore esploso

proveniente dal motore e l’auto rallenta non andando oltre i 25/30 km/h, portata in officine il danno è evidente: il collettore di aspirazione è esploso!
Anche in questo caso la società di garanzia rifiuta di intervenire sostenendo si tratti di usura.

Dulcis in fundo, ancora pochi giorni dopo si accende la spia anomalia FAP, dall’ennesimo controllo in officina Mario scopre che il FAP non rigenera più da moltissimo tempo.
Un altro tassello si aggiunge all’idea di Mario che l’auto non abbia i chilometri dichiarati.
Prova ad interpellare la società di NLT che ha venduto l’auto al commerciante, ma questa, in virtù della legge sulla privacy, non può comunicare a Mario il chilometraggio registrato sulla fattura di vendita.
Stessa sinfonia dalla rete assistenza BMW: non possono comunicargli i chilometri registrati nei database per la privacy.

Dopo aver speso circa 1.500 euro per le riparazioni e le varie visite in officina, e viste le risposte sempre più evasive del venditore (che ripete di aver acquistato l’auto al chilometraggio segnato), Mario contatta un avvocato per avviare le pratiche legali.

Una perizia tecnica effettuata da un consulente del Tribunale conferma i sospetti di Mario: dalle verifiche strumentali risulta un usura del motore e del veicolo decisamente maggiore rispetto a quella relativa al chilometraggio indicato all’acquisto (72.000) e all’esecuzione della perizia (112.800).
Il chilometraggio stimato all’atto della perizia è di 200.000/210.000 chilometri, quindi ben 100.000 chilometri percorsi sono spariti come per magia!
Per riportare l’auto ad uno stato d’uso di 113.000 chilometri, eliminando tutti i problemi riscontrati in sede di perizia, occorrono quasi 7.000 euro di lavori!

Neanche di fronte alla prospettiva di una causa penale e civile il venditore ammette le sue responsabilità, anche perché le lentezze del sistema giudiziario italiano proiettano la conclusione della causa (penale prima, civile poi per stabilire eventuali risarcimenti) ad almeno quatto anni.

Alfredo Bellucci ci fornisce un altro dato impressionante, quello del giro d'affari indotto dalla pratica dei chilometri scalati: 2,5 miliardi di euro.
Parte di questi soldi rappresentano i guadagni delle aziende che "riparano i contachilometri", riparazioni che invece mascherano le operazioni sui contachilometri. Ma la parte consistente del giro d'affari è rappresentata dalla indebita maggiorazione dei prezzi delle auto, che perdono i chilometri e guadagnano valore.

Così, Mario ha pagato 16.000 euro un'auto che ne valeva grossomodo la metà, capite adesso perchè i rivenditori (professionisti e privati) disonesti preferiscono correre il rischio?

Image courtesy of anankkml at FreeDigitalPhotos.net

22 Risposta

  1. Il suo articolo fa bene al settore perché evidenzia il pericolo di un acquisto di un usato da un salonista generico. Se fosse andato da un Dealer di qualsiasi marca avrebbe trovato più professionalità , garanzie ufficiali che ogni marchio ha sull'usato e serietà sotto l'aspetto del kilometraggio perché con il penale non si scherza ed un concessionario prima di fare una operazione del genere ci pensa 10 volte. Scusa se parteggio sempre per la mia categoria ma mi sembra doveroso Grazie
    Giorgio
    • Grazie Giorgio. Io sono convinto che si può essere professionali anche senza rappresentare un marchio e si può (purtroppo) essere disonesti con un bel marchio su salone. Sono le persone a fare le aziende, e il recente scandalo Volkswagen testimonia che il marcio può nascondersi anche laddove ci si aspetta la massima serietà.
      Andrea Tartaglia
  2. Ho venduto questa settimana un Citroen C 4 Gran Picasso aziendale con 240.000 km. L'auto è stata comprata da un commerciante del settore che aveva visto l'annucnio su subito. Mi ha esplicitamente chiesto che se dovessi ricevere telefonate da parte di persone che chiedono informazioni sui km di rispondere che non mi ricordo.
    Paolo
    • Ciao Paolo, prova a fare un piccolo test. Vai su Autoscout24, cerca il rivenditore e guarda se trovi al tua ex-auto e a quale chilometraggio viene proposta. La butto lì...massimo 100.000!
      Andrea Tartaglia
      • Ho acquistato settembre in zona Torino una c4 grand picasso a cambio automatico . Color marroncino chiaro. Acquistata con 113.400km, ma temo ne abbia molti di più in quanto ho problemi con il cambio, ed un altro collegato, senza contare che ho dovuto sostituire la maniglia del bagagliaio, fari, gomme e pastiglie freni. Cosa dovrei fare per avere accertamenti sui km? Dovrei andare alla Citroen? E poi da alla federconsumatori?
        Donato
        • Senza contare che uso la chiave di riserva in quanto quella principale, alla consegna aveva già un buchino di logorio al centro del pulsante che dopo neanche 2 mesi si è consumato del tutto e dovrei per forza sostituirla. Mi manca la "corona" di gomma che và di supporto nel retro dei fanali quando devono essere sostituiti, il cofano non chiude al primo colpo ma devo sbattere più volte, non mi funziona più lo spruzzatore per pulire il lunotto ed il parabrezza, e la cintura di sicurezza quando la levo devo sempre accompagnarla io indietro pezzo per pezzo. L'ho acquistata da un rivenditore dicendomi che ho la garanzia di 12 mesi per qualsiasi problema, ma il mio meccanico mi ha detto che invece difficilmente queste garanzie ti riparano il danno oppure comunque ti passano solo il 30% dell'importo.
          Donato
          • Ciao Donato, non esiste un modo empirico per verificare il reale chilometraggio di un'auto se non quello di ricostruire la storia della vettura e della relativa manutenzione, eventualmente si può far fare una perizia tecnica. I difetti che hai descritto potrebbero essere quelli di una vettura non sottoposta a manutenzione corretta anche con 113.400 chilometri, se il precedente proprietario è una persona fisica puoi tentare di risalire a lui e contattarlo per maggiori info, se è un autonoleggio è molto più complicato perché si appellano alla privacy e non ti dicono nulla. Io però interpellerei il rivenditore partendo dal problema al cambio, che mi sembra il più grave.
            Andrea Tartaglia
  3. I "furbetti del km" sono molto di piu' di quanto si possa immaginare tra i privati, che spesso prima di proporre in permuta la propria auto usata al Dealer, la fanno alleggerire, per avere quotazioni maggiori. QUINDI CARI DEALER, OCCHIO!!!
    Tony
    • Ciao Tony, è vero: la schiera degli "schilometratori" si annida sia tra i rivenditori di auto sia tra i privati. L'ho scritto nell'incipit, diciamo che tutti dovrebbero dare una bella occhiata all'auto che intendono acquistare e alla sua storia documentale.
      Andrea Tartaglia
  4. Fino a che le leggi sono queste non si va da nessuna parte. Non vado oltre a commentare. Ciao Andrea
    Mario
    • E l'odissea non è finita, dopo quasi 3 anni non sono ancora stato chiamato dal tribunale, sono ancora in fase di indagini. Non vi dico l'offerta del venditore, quindi da ex giocatore di poker vado fino in fondo.
      Mario
      • I tempi biblici della giustizia italiana sono uno dei maggiori alibi per furbetti e i disonesti.
        Andrea Tartaglia
      • Da giocatore di poker attuale spero che questa storia si risolva il più presto possibile con una bella condanna penale per il venditore.
        Luca
        • ps: facci sapere come va a finire!
          Luca
        • Da quello che mi ha scritto "Mario", fra chiusure di società e cambi di amministratori sarà molto, molto difficile avere giustizia!
          Andrea Tartaglia
    • Io ho trovato una app utilissima che tramite i dati acquisiti sulle revisioni effettuate sulle auto è possibile capire se l'auto ha i chilometri scalati, basta inserire la targa e l'app ti restituisce i km che l'auto aveva nell'ultima revisione, se i km dell'auto che ti stanno vendendo sono inferiori a quelli che ti segnala l'app, sicuramente ti stanno truffando. l'app si trova al seguente link. https://play.google.com/store/apps/details?id=com.skilometro&hl=it
      Fabio Giovine
      • Ciao Fabio, il servizio è quello del Portale dell'Automobilista, sicuramente utile ma non infallibile. In alcuni casi il chilometraggio riportato è pari a 0.
        Andrea Tartaglia
        • Il 10 10 17 si inizia, oggi vorrei fosse 11 10 17, per sapere se continuare a essere onesto oppure no
          Mario
  5. Ma chi ci guadagna veramente nel gioco dei contakilometri a discapito dei malcapitati acquirenti? I Commercianti I privati che cercano la valutazione più alta I noleggiatori ( e mi riferisco al giochino delle aste) Mi chiedo come mai non sono “solo alcuni” i disonesti na sono sempre di più.
    Ignazio
    • Ciao Ignazio, ci guadagnano un po' tutti quelli che hai elencati. Con l'aggiunta della filiera dei "ripara-contachilometri".
      Andrea Tartaglia
  6. Ho acquistato un Volkswagen Touran dsg usato da un multimarca a Milano con 104000 km ma già da subito inizia ad avere seri problemi tra i qualo: turbina, frizione, perdita di olio dalla distribuzione ecc. Intanto la società cambia nome è deciso di sbarazzarmi della macchina. Facendo una ricerca vengo a sapere che il vecchio proprietario aveva venduto la macchina un anno prima con 235000 km.
    Nino

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