Pneumatici ricostruiti: si può ed è ecologico. L’esperienza di Malatesta

Per parlare di pneumatici ricostruiti abbiamo fatto un salto ad Anagni, a pochi km da Roma, per conoscere il processo di ricostruzione dei pneumatici Malatesta. Tempo addietro, in occasione del cambio gomme sul mio Jimny, avevamo visitato la Malatesta Pneumatici di Anagni (FR), azienda leader nella produzione di pneumatici ricostruti per trasporto leggero e pesante, da competizione e movimentazione merci.

Ad accoglierci in zona montaggio, una vera e propria officina all’interno della sede, Matteo Malatesta, uno dei manager dell’azienda, responsabile dei rapporti con l’estero. Ah dimenticavo, Malatesta Pneumatici è un’azienda leader a livello mondiale, gestita direttamente dalla famiglia Malatesta.

Pneumatici ricostruiti: un processo di alta qualità

pneumatici ricostruiti

Dopo un ottimo caffè, Matteo ci ha invitato a fare un giro nello stabilimento, spiegandoci tutto il processo di ricostruzione dei pneumatici. Si parte dall’approvvigionamento; una rete di fornitori si occupano di reperire carcasse di pneumatici in ottime condizioni, che vengono poi immagazzinati in attesa del controllo di qualità.

Tale processo viene svolto da alcuni operai che verificano fisicamente lo stato delle carcasse, scartando ad esempio quelle ovalizzate o danneggiate. Il controllo viene svolto mediante l’uso di attrezzature all’avanguardia, affiancate al tradizionale occhio umano, per evidenziare ogni eventuale difetto del pneumatico da ricostruire, sia all’esterno che all’interno. Questa è una fase delicatissima, in quanto una carcassa difettata non deve assolutamente intraprendere il processo di lavorazione.

pneumatici ricostruiti

Passata questa fase, la carcassa che supera l’esame viene inviata in un reparto, dove, mediante l’uso di tornio computerizzato, il pneumatico viene consumato uniformemente, sia nella parte del battistrada, sia sulle spalle ed equilibrato. Altro controllo di qualità e la carcassa, composta ormai solo della tela e del primo strato di gomma, viene inviata nel successivo reparto, dove viene ricoperta da uno strato di gomma vergine (che somiglia molto alle rotelle di liquirizia), per poi essere equilibrata per ridurre al minimo lo squilibrio sul prodotto finito.

Vulcanizzazione dei pneumatici ricostruiti: fondamentale per la sicurezza

La carcassa, a questo punto viene trasferita alle presse per la vulcanizzazione, ovviamente dopo l’ennesimo controllo di qualità. Nelle presse, il pneumatico viene posizionato all’interno di una sorta di gigantesca pentola a pressione (la pressa per vulcanizzazione), dove viene sottoposto all’operazione di stampo del battistrada e della vulcanizzazione.

Questa operazione, probabilmente la più delicata, dura un tempo piuttosto lungo, rendendo necessaria la presenza di una distesa di presse, che permettono la lavorazione simultanea dei pneumatici, considerato che ogni pressa ha il suo stampo e la misura specifica.

Uscito dalla pressa, il pneumatico ricostruito viene posizionato in una zona di stoccaggio in attesa dell’ennesimo controllo di qualità, dove si va a verificare la qualità dello stampo, l’equilibratura ed ogni eventuale difetto di lavorazione. Il pneumatico che passa il controllo, viene etichettato e inviato presso il deposito di stoccaggio, pronto alla vendita.

Questo processo, permette di avere un pneumatico equiparabile al nuovo al 100%, tanto che diverse aziende di trasporti, da milioni di km l’anno, inviano i propri pneumatici alla Malatesta per la ricostruzione, sicuri della qualità e cura nella lavorazione. Un processo simile si applica per i pneumatici pieni per carrelli elevatori e mezzi di movimentazione merci.

L'esperienza di Malatesta apprezzata anche in Nord Europa

Durante la visita, Matteo ci ha mostrato una linea di pneumatici ricostruiti invernali molto richiesta nel Nord Europa, Finlandia e Norvegia in testa, tanto per far intendere la qualità costruttiva raggiunta dall’Azienda di Anagni. Storica la presenza del marchio Malatesta Pneumatici nel settore del fuoristrada, con pneumatici dalle caratteristiche differenti, da quello 4 seasons per SUV, a quello extreme, nonché di pneumatici da competizione per rally. Importante il ruolo dell’azienda nella costruzione di componenti per la ricostruzione di pneumatici, tanto da diventare fornitore, in alcuni casi, per i propri concorrenti.

pneumatici ricostruiti

Chiacchierando con Matteo, che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo scoperto quanto sia importante, per l’ambiente, la ricostruzione di pneumatici, in quanto un vecchio copertone buttato in discarica, o peggio ancora in qualche prato, ha una durata pressoché eterna, dal momento che la gomma vulcanizzata e la tela in metallo non conoscono deterioramento se non in alcuni secoli.

Pneumatici riscostruiti: un vantaggio per l'ambiente

Per questo sarebbe da sdoganare tutta una serie di pregiudizi sui pneumatici ricostruiti, basati su esperienze che risalgono al paleolitico, e incentivare l’uso dei ricostruiti, a partire magari dalla pubblica amministrazione, che andrebbe a risparmiare in termini economici e in inquinamento. Basta pensare ai pneumatici off-road per i mezzi dell’esercito, leggeri e pesanti.

Ultima chicca, sperando che leggendo queste due righe, Matteo non mi picchi, è in arrivo un nuovo stampo per fuoristrada, proprio, ma proprio figo, che spero proprio di poter provare e che si chiamerà Kodiak. Ancora un grazie tutta la famiglia Malatesta e a tutti i dipendenti di Malatesta Pneumatici e a presto!

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